Artrite reumatoide modificatori della risposta biologica

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Artrite reumatoide modificatori della risposta biologica

Le persone con artrite reumatoide possono venir sottoposte a terapia con farmaci anti-TNF che sono dei modificatori della risposta biologica capaci di inibire il processo di deterioramento articolare, in quanto intervengono per alterare la funzione delle citochine, molecole di segnalazione che aiutano ad attivare una reazione infiammatoria.  Gli agenti anti-TNF sono dei presidi farmacologici in grado di bloccare l’azione del fattore di necrosi tumorale (TNF), responsabile del processo infiammatorio articolare. Nel caso di malattie autoimmuni, come l’artrite reumatoide, quando il sistema immunitario reagisce in maniera anomala nei confronti delle cellule del corpo, si provoca un processo di flogosi e distruzione dei tessuti, in particolare risulta coinvolto nell’infiammazione il fattore di necrosi tumorale (TNF) che ha la capacità di legarsi ai normali tessuti articolari incrmentando il processo infiammatorio. Si ricorre ai modificatori della risposta biologica per contrastare il progressivo deterioramento articolare nei pazienti colpiti da artrite reumatoide perché un farmaco anti-TNF lega ai siti recettori sulle cellule dei tessuti articolari, evitando così che il fattore di necrosi tumorale causi un tipo di infiammazione distruttiva. Per altre informazioni: http://nobrep.napteco.eu/biologics-avanzano-trattamento-ra/modificatori-della-risposta-biologica-per-lartrite-reumatoide.

Schemi terapeutici

artrite reumatoide

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Non tutti i quadri clinici di artrite reumatoide possono essere trattati con una terapia a base di agenti anti-TNF, si tratta infatti di una classe farmacologica altamente aggressiva, non sono quindi indicati in caso di forma lieve o benigna di artrite reumatoide. Va poi sottolineato che non tutti i pazienti rispondono positivamente ad una cura con farmaci modificatori della risposta biologica, per ovviare ad eventuali insucessi terapeutici gli anti-TNFs vengono di solito utilizzati quando il trattamento di prima linea con metotressato o qualche altro DMARD non ha prodotto risultati soddisfacenti. Gli schemi terapeutici standard per i pazienti con artrite reumatoide attiva, che si sono sottoposti a precedenti cure con metotrexato, prevedono la combinazione di agenti anti-TNF e metotressato da assumere per infusione endovenosa oppure iniezione; invece per i pazienti con moderata a grave artrite reumatoide si raccomanda una precoce terapia farmacologica che associa methotrexate ed agenti anti-TNF con lo scopo di ridurre il processo di distruzione articolare.

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