Dolore nocicettivo: di cosa si tratta

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Dolore nocicettivo: di cosa si tratta

Dal punto di vista patogenetico si identifica il dolore nocicettivo, come la percezione dolorosa da ascrivere all’attivazione dei recettori del dolore (nocicettori) da ascrivere a delle condizioni che provocano una lesione a carico dei tessuti. In tutto il corpo sono diffusi i nocicettori a partire dalla cute, con distribuzione anche nei muscoli, nei tendini e negli organi interni. L’attivazione dei recettori del dolore è differente in base ai danni e la trasmissione dei messaggi avviene attraverso le fibre nervose per giungere ai neuroni del midollo spinale ed al cervello. La percezione del dolore è connesso strettamente all’entità del danno ed al sito di insorgenza, si vengono così a distinguere due forme di dolore: quello somatico sito specifico, da ascrivere alla presenza di un danno osseo, articolare, cutaneo, mucosale o muscolare, viene percepito come crampiforme, lancinante o pulsante; quello viscerale, connesso ad un danno a carico di organi o visceri, senza avere sentore di una sua localizzazione precisa, in genere si manifesta come crampiforme se interessa un viscere cavo ma può essere anche lancinante o pungente se interessa altre strutture a livello viscerale. Per approfondimenti si rimanda alla lettura di: https://www.nientemale.it/cont/pubblico-enciclopedia-del-dolore/0810/2703/cause-dolore-nocicettivo.asp.

Principali cause

dolore nocicettivo

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Diversi fattori eziologici possono provocare dolore nocicettivo, come ad esempio un evento traumatico di natura meccanica (stiramento di un tendine o di un muscolo, una contusione). Anche le patologie degenerative di tipo osteoarticolare determinano questa sintomatologia, ed infatti il dolore nocicettivo è associato all’osteoartrosi che comporta alterazioni metaboliche delle cellule che formano la cartilagine e degenerazione dei tessuti ossei dell’articolazione. Il dolore è una componente che può palesarsi anche nel quadro patologico di focus infettivi, questo sintomo è dovuto alla liberazione di mediatori dell’infiammazione, tra i quali le prostaglandine e le prostacicline. Anche le ustioni possono suscitare un dolore improvviso a causa della stimolazione dei nocicettori dell’epidermide, una profonda ustione può distruggere i terminali nervosi e nei casi più severi possono diventare insensibili fino a quando non si rigenerano completamente, invece in presenza di una ferita parziale le fibre nervose continuano a inviare messaggi dolorifici.

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