Dolori articolari effetto collaterale farmaci antitumorali

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Dolori articolari effetto collaterale farmaci antitumorali

Tra i diversi fattori eziologici che possono causare dolori articolari vi sono anche alcuni farmaci antitumorali, si tratta più precisamente di manifestazioni che sorgono come un effetto collaterale dell’assunzione di farmaci come: cladribina, paclitaxel, bleomicina, L-asparaginasi, filgrastim, pegfilgrastim, sargramostim. Più in generale i diversi trattamenti utilizzati nella lotta contro i tumori possono provocare dolore di diversa entità e sede, i pazienti oncologici possono avvertire dolore nocicettivo o neuropatico come conseguenza diretta di trattamenti chemioterapici, radioterapia, terapie farmacologiche ormonali, interventi di chirurgia. Tra i casi più comuni di dolori a carico delle articolazioni da ascrivere a cause iatrogene vanno segnalati episodi clinici di dolore cronico da radioterapia, le donne invece vengono spesso colpite da osteoporosi da ormonoterapia, i pazienti oncologici inoltre possono evidenziare dopo le sedute di chemioterapia il quadro patologico della neuropatia, non sono rari i casi di dolore secondario alla tossicità da targeted therapy. I pazienti con cancro, sia sottoposti a trattamento oncologico sia nello stadio avanzato del tumore, spesso soffrono di dolore cronico articolare o muscolare, con sovrapposti episodi di dolore acuto (breakthrough pain o dolore episodico intenso e dolore incidente). Sono frequenti gli episodi di improvvisa comparsa di dolore acuto, inatteso e dalla durata transitoria che in genere è soggetto ad una remissione spontanea. Per maggiori notizie di approfondimento si rimanda alla lettura di http://www.istitutotumori.mi.it/upload_files/Handbook_Bossi_Ripamonti.pdf.

Come funziona l’ESAS

dolori articolari

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Per valutare e monitorare nel tempo la totalità dei sintomi sia ­fisici e psicologici dei pazienti in ogni fase della malattia oncologica si utilizza come strumento di analisi l’Edmonton Symptom Assessment System (ESAS). Questa scala di valutazione che deve essere compilata dai malati in qualsiasi fase del trattamento oncologico e durante il follow-up permette di impostare dei trattamenti ad hoc per migliorare i sintomi e la qualità di vita di ogni singolo paziente. L’Edmonton Symptom Assessment System elenca i seguenti nove sintomi: dolore, stanchezza, nausea, la depressione, ansia, sonnolenza, mancanza di appetito, malessere, dif­ficoltà a respirare; il questionario di monitoraggio riserva poi uno spazio libero dove è possibile aggiungere un altro sintomo che si presenta con costanza nella vita quotidiana del soggetto. Ogni sintomo viene misurato con una scala numerica che arriva fino a 11 punti, dove lo zero segnala l’assenza del sintomo, mentre il 10 corrisponde alla massima intensità; lo score totale si ottiene dalla somma dell’intensità di ciascun sintomo.

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